
Il seminario è stato molto interessante, Occhipinti ha fatto un quadro generale della viticoltura siciliana, spiegato le differenze che ci sono tra i vini “convenzionali” e quelli “artigianali” e raccontato la storia della sua azienda. I vini, dice Occhipinti, sono come dei figli, ognuno è diverso dall’altro quindi non possono essere trattati allo stesso modo ma bisogna valutare caso per caso, in base alle condizioni pedoclimatiche, all’annata, ecc… COS Viticoltori in Vittoria è una delle aziende vinicole più importanti in Sicilia. Fondata nel 1980 da tre amici Giambattista Cilia, Cirino Strano e Giusto Occhipinti, ha seguito, fin dalla sua fondazione, i principi della viticoltura biodinamica mentre per quanto riguarda la vinificazione, ha scelto di affinare alcuni dei propri vini in anfore di terracotta. COS è certamente una delle aziende simbolo nella produzione del Cerasuolo di Vittoria, unica DOCG siciliana.
Alla stimolante discussione, è stata affiancata la degustazione dei suoi vini (alcuni li abbiamo ritrovati durante la cena): Ramì IGP 2011 (Grecanico 50% ed Insolia 50%), Zibibbo in Phitos 2014 (100% Zibibbo), Cerasuolo di Vittoria DOCG 1997 (Frappato di Vittoria 40% e Nero d’Avola 60%), Cerasuolo di Vittoria DOCG 2010, Spumante Cos Metodo Ancestrale 60 mesi sui lieviti (non ancora in commercio). Occhipinti ha spiegato che la sua scelta delle annate non è ricaduta sulle “migliori”, bensì sulle più rappresentative.
Ma adesso passiamo alla cena. Gioacchino Gaglio è uno degli chef di maggior talento nel panorama palermitano ed ha presentato un menu che varia tra terra e mare per offrire piatti brillanti e moderni.
Abbiamo iniziato con uno Sgombro in agrodolce, accompagnato dallo Zibibbo in Phitos 2014, colori e sapori vivaci. Lo sgombro marinato aveva un gusto intenso e pungente ed è stato addolcito dalle verdurine di accompagnamento: julienne di ravanelli, asparagi, cipolla. Le verdure sono state trattate con il massimo rispetto, i sapori erano chiari e distinti e le consistenze croccanti.
Il primo piatto era il Tortello di manzo, cicoria e ricotta abbinato ad un Frappato 2017. Il piatto più bello e, secondo noi, più riuscito dell’intero menu. I tortelli erano perfetti, la pasta callosa ed il ripieno di stracotto di manzo morbido e saporito, la spuma di ricotta delicatissima e la crema di cicoria leggermente amara lo rendevano un piatto estremante equilibrato e completo.
Torniamo al pesce con il primo secondo, Ricciola arrosto e cacocciuli à viddanedda con il quale abbiamo bevuto il Pithos Rosso 2016. Un piatto semplice, fatto di sapori veri e cotture perfette: la ricciola con la sua pelle croccante è stata lavorata in modo egregio ed il carciofo à viddanedda, antica ricetta tradizionale a base di carciofi, aglio e prezzemolo, è stato mitigato e reso contemporaneo e fruibile ad una clientela più giovane.
Andiamo poi al Maialino in cortile: maiale affumicato all’ulivo, limone verdello, cavolicelli selvatici e acciuga di Aspra con Cerasuolo di Vittoria Classico 2000. La cottura del maialino era superlativa e l’insieme dei vari ingredienti funzionava nonostante la tendenza del limone verdello a calamitare l’attenzione.
Abbiamo terminato la cena con Pane, latte e caffè, un dolce delizioso che ha chiuso meravigliosamente l’intero menu.
Le cene, gli aperitivi ed i seminari continueranno fino a lunedì mentre sabato e domenica ai Cantieri Culturali della Zisa vi aspetta la rassegna vera e propria. Più di 80 produttori e 400 vini in degustazione libera, è un’occasione da non perdere!






















